Lontano dai Sogni

Ennio Morricone“Lontano dai sogni” è il titolo, bellissimo, di un libro, edito da Mondadori, che raccoglie le conversazioni di Antonio Monda con uno dei più grandi musicisti italiani, Ennio Morricone. E’ un libro caldamente consigliato, in cui troverete non solo molte curiosità ed informazioni a proposito della vita e delle musiche immortali del Maestro, ma conoscerete anche l’uomo con la sua gentilezza, la sua umiltà, la sua delicatezza affabulatoria. Sono tantissimi gli spunti che offre questa affascinante lettura, ma tra tutti ne ho scelto uno secondo me particolarmente interessante. A pagina 134 all’improvviso l’intervistatore annuncia al Maestro che è sua intenzione affrontare un argomento un po’ scabroso, cioè il plagio, ma viene immediatamente contraddetto dalla assoluta disponibilità del Maestro a parlarne volentieri. Scopriamo pertanto che Ennio Morricone è stato “plagiato” molte volte ma, a sua volta, ha, in buona fede, scritto della musica già edita; specificatamente egli fa riferimento al tema di “Per qualche dollaro in più”, che era risultato identico a quello di una canzone intitolata “Giamaica”. Quindi lui, dice, non fa mai causa, anzi quando viene chiamato come consulente di prestigio nelle cause di plagio (ad esempio quella famosissima Al Bano versus Michael Jackson) preferisce rifiutare perché tenderebbe sempre a dar torto al plagiato e ragione al plagiatore (in quel caso Jackson). Questo perché il Maestro è convinto che i brani popolari tendono inevitabilmente ad essere rifatti, quindi bisogna accettare la possibilità d’incontro con altri temi. Ci cadono anche i grandissimi e in questo senso Morricone cita l’esempio della “Donna è mobile” di Verdi, quasi identica al secondo tema della “Sonata in Do maggiore” di Mozart. Ecco il problema è proprio questo, ed è un problema grosso come una casa: come diceva anche il Maestro Nino Rota, le possibili combinazioni musicali nella musica tonale sono pressochè esaurite. Anch’io, nel mio piccolo, sono assolutamente sicuro che alcuni dei miei brani (se non addirittura tutti) sono già stati scritti (o saranno scritti in futuro) da chitarristi a me assolutamente sconosciuti, magari in Nuova Zelanda, Finlandia, Slovenia, Kazakistan o magari nelle isole Mauritius. Siamo tutti in buona fede, non ci conosciamo e magari improvvisamente scriviamo la stessa musica! Questo però credo sia un elemento che non ci debba assolutamente frenare e condizionare, non possiamo cioè, a mio parere, rischiare di perdere la gioia, il piacere sublime di avventurarci lungo i sentieri della musica che, fino a prova contraria, per noi non è ancora stata scritta. Ecco, riassumendo e concludendo questo contributo, che mi ha ispirato la bella intervista al Maestro Morricone, direi questo:

è sicuro che tutto è già stato scritto, per questo dobbiamo continuare a scrivere.

Giovanni Bailo