JOHN JAMES

Sky in my pieApprofondendo la conoscenza della discografia di John Renbourn può capitare di imbattersi in un disco di John James, chitarrista acustico sconosciuto ai più. L’album Head in the Clouds, vede la partecipazione di Renbourn in tre degli undici brani della raccolta. Non di meno la qualità delle composizioni e la perizia tecnica dell’esecuzione inducono senzaltro ad approfondire la conoscenza di John James.

John James nasce a Lampeter in Galles nel 1947 e dopo aver mosso i primi passi nei folk clubs inglesi registra, agli inizi dei settanta, quattro dischi per la Transatlantic, la celebre etichetta indipendente inglese per la quale hanno inciso, tra gli altri, Bert Jansch e lo stesso Renbourn. Gli album in questione sono Morning brings the light (1970), John James (1971), Sky in my pie (1972) e, appunto, Head in the clouds (1975). Questi ultimi due dischi sono stati recentemente ristampati in un unico CD.

Sky in my pie è un disco inciso in duo con Pete Barryman, anch’egli sconosciuto ai più e del quale lo stesso James nelle note di copertina si domanda divertito “che fine ha fatto Pete? E’ ancora vivo e vegeto! Suona e insegna in Cornovaglia e dintorni”. Il disco è sostanzialmente un album di duetti in cui alle composozioni dei due chitarristi si alternano arrangiamenti di brani tradizionali, blues e ragtime come “Nola” scritta da Felix Arndt nel 1915. Il lavoro seguente, Head in hte clouds, si apre con “Georgemas Junction”, uno dei brani in cui suona anche John Renbourn. Dopo alcune battute d’introduzione, che in qualche modo ricordano certe atmosfere tipiche dei primi Genesis, fa seguito un riff basato inizialmente su una pentatonica di sol ripetuto su altre scale, dove la tonalità sfugge continuamente; caratteristica, questa, comune ad altre composizioni di James. Ritroviamo Renbourn in altri due brani: “Stranger in the world” e “Wornwood Tangle”, composizione dello stesso Renbourn con le due chitarre che si intrecciano in un superbo gioco contrappuntistico, tipico del chitarrista dei Pentangle. Completano l’album diverse composizioni originali e, ancora una volta, arrangiamenti di brani blues e ragtime tra cui si segnala “Slow Drag (Cincinnati flow rag)” di Rev. Gary Davis.

John James vanta nella sua carriera una quindicina di incisioni tra le quali si segnalano tre dischi per la Kicking Mule di Stefan Grossman, realizzati tra il 1976 e il 1978: Descriptive guitar, Instrumentals guitar jump e Live in Concert. In questi lavori si evidenzia la varietà di stili e composizioni affrontate da James: si va dai ragtime di Scott Joplin a brani classici di autori quali Francisco Tàrrega, al jazz manouch di Django Reinhardt. Nella produzione di James da segnalare, infine, anche un metodo edito dalla Homespun Tapes, intitolato Advanced Fingerpicking Guitar Ragtime and More!, che comprende un libro e addirittura 6 CD. Si tratta di un metodo che copre un ampio repertorio e affronta una vasta gamma di tecniche.

Stefano Donati