British Folk 4 a cura di Giorgio Gregori

Big Bill BroonzySe il British rock (Stones, Zep, Cream) era debitore del sound e del mito di Robert Johnson, il movimento del British folk si ispirava di più al tipo di blues di Big Bill Broonzy. Come già detto nella “Nota” scorsa, Bert Jansch non fece mai parte di Skiffle bands. Preferiva suonare per conto proprio, elaborandole e raffinandole, le canzoni di alcuni bluesman che a metà degli anni ’50 facevano serate nei vari pub di Inghilterra e Scozia. Big Bill Broonzy, ad esempio, che all’epoca si era messo a suonare un blues un po’ più bianco, più preciso e pulito, e suonato sulla chitarra acustica (ai bianchi piaceva così, sembrava più autentico che non con l’elettrica…). D’altronde a Big Bill piaceva pensare solo all’idea di poter suonare davanti a dei bianchi canzoni come “Black, Brown and White”. Si tenga conto che lo stesso pezzo fu accennato dal leader dei diritti civili Rev. Dr. Joseph Lowery durante la benedizione alla cerimonia di insediamento di Barack Obama nel 2009… !

Big Bill influenzò molto anche John Renbourn, Steve Howe degli Yes, il chitarrista irlandese Rory Gallagher (tanto bravo quanto dimenticato, al giorno d’oggi!) e aprì la strada anche alle tournèes nell’Inghilterra e Scozia degli anni ’50 di Sonny Terry & Browny Mc Ghee, Muddy Waters, Menphis Slim. La discografia di Big Bill è molto varia. Interessante e spesso “ruspante” è la raccolta “Big Bill Broonzy Four Classic Album Plus”, due CD che Amazon in Inghilterra vende a 6 sterline spedizione inclusa! Ma ancor più interessante il metodo di Woody Mann per Mel Bay, 24 paginette con tre ore di esempi su CD (c’è anche la versione cassetta e DVD).

Quanto l’incontro con questi artisti fu importante per John Renbourn e Bert Jansch è evidente soprattutto se si ascoltano i primi dischi di John Renbourn (First album, Another Monday, “Faro Annie”) e i molto interessanti suoi dischi con Dorris Henderson e di Berth Jansch “Young Man Blues (Live in Glasgow 1962 – 1964)” e ovviamente “Birthday Blues” del 1969, che contiene “Blues”: un pezzettino che SEMBRA semplice semplice…

Giorgio Gregori