Bert Jansch

Bert JanschUno dei più importanti e influenti chitarristi, è scomparso il 5 ottobre 2011 all’età di 67 anni in un ospedale di Londra.

Jansch è stato uno dei pionieri della chitarra acustica e il suo modo di suonare, la sua tecnica, la sua musica  hanno influenzato generazioni di chitarristi e musicisti in genere.

Nato a Glasgow nel 1943, la carriera di Jansch inizia nei primi anni ‘60 nei folk club londinesi. Nel 1965 incide il suo primo album, Bert Jansch, a cui fa seguito immediatamente  It Don’t Bother Me. In questi album si affermano immediatamente le fonti di ispirazione e le caratteristiche della sua musica: il blues dei grandi chitarristi americani (Big Bill Broonzy primo fra tutti) e il folk di origine britannica. Nel 1966 Jansch incide il suo terzo album, Jack Orion, che vede la partecipazione dì un altro giovane chitarrista acustico, John Renbourn, un incontro che si rivelerà fondamentale nella musica e nella vita di Jansch, non solo perché di li a poco i due incideranno Bert and John, un disco che con la sua originale fusione di folk, jazz e blues, rappresenta a tutt’oggi un punto di riferimento per gli appassionati di chitarra acustica fingerstyle, ma perché nel 1967 i due, insieme alla  cantante Jacqui McSchee  (presente nel secondo album solista di Renbourn, Another Monday), al bassista Danny Thompson e al batterista Terry Cox (all’epoca sezione ritmica dell’Alexis Korner’s Blues Band) daranno vita ai Pentangle. Il gruppo incide cinque album di grande qualità con una particolarissima e raffinata miscela musicale, che affianca al folk di derivazione britannica (ma anche americana), una sezione ritmica di indiscussa matrice jazz. Dopo lo scioglimento dei Pentangle (1972) Jansch ritorna a tempo pieno alla carriera solista, sfornando alcuni album tra cui spiccano lo splendido Moonshine e l’affascinate Avocet, composto da cinque brani strumentali dedicati ad altrettanti uccelli di palude.

Negli anni ‘80 svariati problemi di salute legati all’abuso di alcool, lo allontanano dalle scene e ne rallentano la produzione discografica. Sulla via della disintossicazione Jansch intraprende una tournée con il vecchio amico John Renbourn. Nel 1995 con When The Circus Comes To Town Jansch ritorna agli antichi splendori. Il disco ci restituisce un Bert Jansch, ispirato, capace di notevoli spunti cantautoriali, dotato ancora di una straordinaria tecnica chitarristica.

Il nuovo millennio vede Bert Jansch ancora capace di confezionare prove discografiche superbe: Edge of a Dream del 2002 propone canzoni originali di grande suggestione che rimandano al  miglior Jansch di tre decenni prima.

The Black Swan uscito nel 2006 è l’ultimo album di Bert. Accanto a nuovi arrangiamenti di tradizionali come Watch the stars, già compreso nel repertorio di John Renbourn, troviamo una marcata attenzione a sonorità più attuali come dimostra la partecipazione del cantautore americano Devendra Banhart con la sua stralunata interpretazione del tradizionale Katie Cruel.

Chi volesse approfondire la conoscenza di questo meraviglioso artista può procurarsi la monografia di Colin Harper Dazzling stranger. Bert Jansch and the british folk and blues revival (Bloomsbury, Londra, 2000).

 Stefano Donati