Chitarre Resofoniche

Chitarre Resofoniche

Ciao a tutti, vorrei acquistare una chitarra resofonica ma vorrei saperne di più, sembra ci siano un infinità di modelli, qualcuno mi può dare qualche suggerimento? Giovanni?? aiuto!

Saluti “Val”

IL DISCO è MORTO, e ora?

Sul sito del Fatto quotidiano, una notizia brutta (come tutte in questi tempi cupi e disperati), che non ha avuto molto riscontro su altre fonti di informazione:

IMS

 

Il fallimento di IMS:

Accordo saltato tra azienda e sindacati per salvare i 132 posti di lavoro nella storica azienda di stampaggio. Gli operai restano senza stipendio, e il marchio si avvia verso la chiusura in attesa di acquirenti che non ci sono.

Questa è una delle tante piccole e medie aziende che saltano per aria in questo autunno del capitalismo, però  per chi, come noi, ama la musica, una notizia così provoca un particolare dispiacere. E’ la storica azienda dei vinili e audiocassette prima e CD poi, legata ai grandi e piccoli nomi della musica leggera e non, (Vasco Rossi, Rolling Stones e tantissimi altri). E’ che, come era ormai annunciato da tempo, il supporto va a morire, anzi è già morto da tempo, la musica ha altri codici e livelli di fruizione, è ormai una svolta epocale. D’altra parte lo abbiamo provato tutti, anche noi che facciamo musica di “nicchia”: i dischi semplicemente non si vendono più, non interessano più.

Ora, fermo restando che la musica è uno dei tanti, troppi settori in crisi (anche il mio, quello enologico, è in condizioni pietose) e che personalmente non conosco un’attività che in questo momento sia sana, ho pensato di lanciare su questo blog uno spunto di riflessione per capire, attraverso i contributi dei musicisti, come si possa, in questo momento di fine impero e di morte del supporto, far conoscere, promuovere, (e magari anche vendere, perché no?) le proprie musiche, di nicchia o meno che siano. Spero possa venir fuori un bel dibattito e una costruttiva discussione con magari delle nuove proposte per farsi sentire un po’ di più.

Giovanni Bailo

Le origini della DADGAD

Colin HarperTra le accordature alternative la DADGAD è senz’altro la più celebrata e la più usata, tanto da diventare una valida alternativa all’accordatura standard per molti chitarristi; basti pensare a Pierre Bensusan, che ne ha fatto il suo marchio di fabbrica. Usata prevalentemente nell’ambito della cosiddetta musica celtica, ma più propriamente di area anglo-scoto-irlandese, la DADGAD riserva delle piacevoli sorprese anche in altri contesti e in tonalità diverse da quelle più comunemente usate con questa accordatura, cioè RE e SOL. Basti pensare all’utilizzo che ne fa il chitarrista inglese, ma ormai americano d’adozione, Laurence Juber, che la impiega in molti suoi brani originali, in arrangiamenti dei brani dei Beatles e in tonalità in apparenza “scomode” per questa accordatura.

La sua invenzione si deve a Davey Graham, uno dei maestri della chitarra acustica fingerstyle. Nato nel 1940 e scomparso recentemente (2008), Graham elabora la DADGAD dopo un viaggio in Marocco e l’ascolto dei suonatori di oud, strumento a corde proveniente dall’area arabo-islamica.

A tale proposito vale la pena di riportare quanto afferma Martin Carthy, altro grande chitarrista acustico inglese, in un bel volume dedicato a Bert Jansch, Dazzling Stranger, Bert Jansch and the british folk and blues revival di Colin Harper (Bloomsbury, Londra, 2000).

“Incontrai un gruppo di musica tradizionale proveniente dalla Università di Harvard, i Charles River Holy  Boys nel 1961 o ’62 – racconta Carthy – ed elaborai un’accordatura molto vicina alla DADGAD: DGDGAD. Con questa accordatura provai ad accompagnare un particolare brano del gruppo e sembrava che funzionasse, anche se alla fine non si rivelò molto adatta. Ricordo di aver mostrato questa accordatura a Davey e un po’ di tempo dopo lui se ne venne fuori con la sua DADGAD. Con questo non voglio rivendicare nessun merito. Non so se quel che gli mostrai abbia avuto in effetti qualcosa a che fare con tutto ciò. Davey Graham era Davey Graham. Quando inventò la DADGAD fu il momento in cui la vita diventò interessante.”

Stefano Donati

 

La manutenzione… del musicista

Questo primo post vorrei dedicarlo ad un argomento che ritengo molto importante: la cura del musicista. Mi capita sempre più spesso di incontrare chitarristi professionisti che soffrono di patologie dovute alla postura, e mi sono reso conto che sono in pochissimi a ritenere il “suonare” un lavoro usurante per il fisico. Come spesso accade la prevenzione è la miglior cura, e le 15 regole che trovate qui sotto, e che troverete anche in altri blog, servono proprio a questo; mi sono state suggerite dalla fisiatra Dott.sa Rosa Maria Converti, del centro Don Gnocchi di Milano, specializzata nella cura del musicista, quindi informiamoci e… preveniamo.

  1. Praticare un riscaldamento ed un allungamento muscolare mirato e globale prima di suonare
  2. Eseguire un riscaldamento progressivo allo strumento
  3. Evitare lunghi periodi di esecuzione (circa 40 – 50 min.) ed effettuare pause di 5 – 10 min. ogni ora
  4. Adottare posture corrette evitando posizioni non fisiologiche che generano compensazioni muscolari nefaste
  5. Assicurarsi un ambiente ergonomico adatto (sedia, illuminazione, leggio)
  6. Variare il repertorio e gli stili di musica suonati
  7. Ricorrere, se necessario, ad accorgimenti tecnici: accessori ergonomici e modificazioni dello strumento
  8. Praticare dello “stretching” al termine delle esecuzioni
  9. Evitare variazioni brutali dei ritmi di lavoro, come periodi di lavoro intenso prima di concerti o esami o come una ripresa eccessiva dopo un arresto prolungato
  10. Evitare dei lunghi periodi senza suonare, mantenere un’attività strumentale minima durante i periodi di riposo
  11. Mai suonare con dolore: il motto “no pain no gain” è FALSO
  12. Prendere coscienza del proprio corpo, cercando di eliminare le tensioni muscolari presenti
  13. Controllare lo stress, l’ansia, la fatica
  14. Fare attenzione al trasporto di oggetti pesanti e alle attività fisiche di una certa entità
  15. Nella vita quotidiana conformarsi alle regole generali di igene (alimentazione e idratazione corretta, sonno necessario, attività fisiche regolari) e se possibile evitare alcool e tabacco

Davide Mastrangelo